Un suono rauco, intermittente, come qualcuno ruttasse dentro un orcio, proveniva da dietro la casa dei Panetto, nella piazzetta della Rivera, davanti la Fontana delle 99 Cannelle. Se ne accorse Nazzareno, lo scemo del paese, mentre passava una sera risalendo dal fiume. Se ne accorse anche una pattuglia tedesca a piedi, nonostante i passi decisiContinua a leggere “Il porco nel bagno”
Archivi dell'autore:Gianluca Di Renzo
Ftònon ton teòn
Ho visto sicuramente il motivo di tutto questo. Là dove non potè l’ignavia dei miei avi, riuscì l’avversa sorte, contro di me tapino. Nell’ultimo sonno, quando la luce malata del finestrone, mai lavato, della mia camera d’ospedale, taglia la notte, le palpebre frenano il giallo vivo della visione mattutina, nel policromo variare degli arancioni, degliContinua a leggere “Ftònon ton teòn”
Domenica umida
Mi affaccio di nuovo, nessuno.Aspettare, aspettare. Tornare.Troppo freddo, troppo umido Due vecchi. Nel giardinotra le ombreacqua su acqua ascolto. Domenica umidanelle ossa, dietro il colloal vuoto dedico lo sguardo Risalgosotto il nevischio dai lampionidi vetro giallocolla. Sarà lunedì, come al solito.
Le Schegge del demonio
Qualcuno potrebbe pensare al segno divino. Quando la folla dei parenti queruli, assedia letti di degenti in apparente tranquillità, si scatenano le sequele di madonne ausiliatrici e trinità in appostamento contro progetti demoniaci. Arrivano gli amici che hanno studiato. Adesso mi trafigge il fianco, un dolore solido, di ematoma in espansione. Scende l’ematocrito, sotto ilContinua a leggere “Le Schegge del demonio”
La Paura
Era tutti i mestieri. Antonino sarebbe piaciuto ad un architetto medievale. Un corpo ad uso di ogni ideatore di macchine ed opere. Amava il ritratto, le foto di amici, in prove di forza. Talvolta si faceva immortalare con tre uomini sulle spalle. Altre volte esibiva nervi e muscoli durante il lavoro, mettendo un palo diContinua a leggere “La Paura”
La sedia di Cascella
Sono passato anche questa domenica. Arrivo alla curva, insieme alle bambine. Sono sempre un po’ restie a scendere per la scorciatoia. Ma l’abitudine a queste strada scoscesa , scavata nel tufo del promontorio, che scende veloce fino alla Statale, sui ruderi dell’antica fornace, è qualcosa che ho, fin da quando, con mio nonno, tornato dall’AquilaContinua a leggere “La sedia di Cascella”
Vertebra
Noto la totale nullità delle ore. Non c’è quel tempo esterno, di chi cammina per strada o vive nelle case lontane da questa finestra. L’orologio è l’antidolorifico.Nel cavo di questo marciume che impasta la mia bocca, tento parole di circostanza con l’infermiera. Ha un profumo sgradevole, che si mischia al forte odore della sua pelleContinua a leggere “Vertebra”
La Sindrome della maga Circe
Odio il paese. Vomito maledizioni. Sono saturo. Detesto le pratiche di questa borghesia, mai assurta agli onori, vergognosa del proprio recente passato contadino. Aborro la fila dei penitenti domenicali, che insozzano le acquasantiere e tengono la gonna al prete. Detesto i manifesti dei queruli esclusi dai circoletti del potere. Mi infastidiscono i circoli del giuocoContinua a leggere “La Sindrome della maga Circe”
Beniamino, Ortonese senza Ortona
Beniamino, sei stato lontano, ma che sei andato a fare? Da queste parti ti abbiamo dimenticato in fretta. Qualcuno ha detto che scrivi, ma in edicola non trovo nulla con il tuo nome sotto. Lo so, pensi sempre all’Orientale, all’arietta fresca della sera estiva… potevi rimanere, avresti fatto il notaio o l’impiegato al comune. CosìContinua a leggere “Beniamino, Ortonese senza Ortona”
Serial blow job
Le ragazze si fermarono davanti al bar. Faceva caldo. Erano intenzionate a rimorchiare. Entrarono. Il bar era affollato. Si diressero con aria sicura verso il bancone. Alcuni uomini, si girarono per curiosità e le guardarono. Avevano un’aria sicura le ragazze, come se conoscessero già la strada. I loro occhi malcelavano l’istinto della caccia. Erano lìContinua a leggere “Serial blow job”