Morte di una nazione

Quando ho iniziato a prendere coscienza del paese in cui sono nato, è stato molto presto. Avevo cinque anni ed abitavo a Milano. Spesso accompagnavo mia zia all’Università Statale. Era il 1973. Ricordo gli scontri tra manifestanti, i lacrimogeni. Ci buttavamo a terra per evitare le cariche. Ricordo la violenza della malavita, le rapine sottoContinua a leggere “Morte di una nazione”

Sognomorfina numero 1

Caccerei dal trono un Buddha, inerte, insensibile, assiso nel vuoto del suo Nirvana senza dolore. Cerco, la divinità più indifesa al mio odio di pietra, che spaccasse la teca di vetro dei fedeli, inginocchiati in calde serate di giugno. Passa l’infermiera. E’ l’ora di chiudere il sipario del mio astio, legato da bende, teso daContinua a leggere “Sognomorfina numero 1”

The Autobus figure of shit

Novembre 1987L`autobus che mi conduce da L`Aquila a Pescara risulta talvolta interessante a causa delle vicende su di esso accadute. Spesso non per mia volontà ma per un fato voluto dagli dei immortali. Passare per maniaco non e` mai stato uno dei miei sogni, ma l`opportunità di scrivere questo racconto, grazie a questo epiteto perContinua a leggere “The Autobus figure of shit”

San Biagio

San Biagio Il Santo protettore della gola lu grazzijone a protezione degli stragajjune Sande Bbièesce tenè nove fratielle.Da nove ha ‘rmaste a òtte:da òtte ha ‘rmaste a ssette:da sette ha ‘rmaste a ssiè:da siè ha ‘rmaste a cinghe:da cinghe ha ‘rmaste a quattre:da quattre ha ‘rmaste a ttre:da tre ha ‘rmaste a ddù:da ddù haContinua a leggere “San Biagio”

Sabbia

Un sudore strizzato, sabbioso, acre, gli appiccicava la divisa lungo la schiena. Camillo era stato tutto il giorno al telegrafo. Correva, la strisciolina di carta, ora un tratto, ora due punti. Arrivava ad intrecciare gli occhi. Avvezzo alla traduzione, Camillo leggeva dispacci, trasformava comandi, informazioni, notizie. Erano a pochi chilometri da Addis Abeba. Sotto unaContinua a leggere “Sabbia”

La strada della memoria

Dedicato alla mia Guzzi Sono steso accanto a lei. La paglia, sotto il mio corpo, scricchiola a riempire il rotondo silenzo dell’ambiente. È il mio respiro regolare si nutre a stento dell’aria di legna da ardere, residui di stallatico ed odore di cuoio antico ed un altro, penetrante, afrore, decifrabile tra tanti, della testata diContinua a leggere “La strada della memoria”

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