Ognuno ha il suo imbuto

Ho iniziato ad avere coscienza dell’imbuto all’età di vent’anni. Prima non ci pensavo. Credevo di vivere eternamente sul piano non inclinato della giovinezza. Ogni luce era più luce ed ogni amore era l’amore. Ci si infiammava per una parola non detta, bruciati dallo sguardo di una ragazza qualsiasi. I dolori erano palpabili e ingiusti maContinua a leggere “Ognuno ha il suo imbuto”

Come sopravvivere al ventennio senza scatenare una guerra mondiale

Gli ultimi vent’anni sono stati quelli della famiglia, del fallimento della mia vita lavorativa, delle soddisfazioni sportive, degli incidenti, dei lutti, dei miei cani, dei viaggi che non avevo ancora fatto, del mio premio letterario del mio libro ,delle moto, degli articoli sul giornale, di un assessorato durato cinque ore, dell’orto, del come sono invecchiatoContinua a leggere “Come sopravvivere al ventennio senza scatenare una guerra mondiale”

Il fantasma del Natale qualunque

Mi era concesso posizionare  i babbi Natale di cioccolata, rivestiti di stagnola, sull’albero in plastica che avevamo comprato al Carrefour. Un albero triste come può esserlo solo un abete di plastica. Delle poche cose presenti alla base di questo affare fatto di ferro filato e aghi di poliestere verde, più di tutte mi affascinava  ilContinua a leggere “Il fantasma del Natale qualunque”

Barbarism begins at home

Uscire da un social network dopo tanti anni è operazione dolorosa. Nel 2006, complice la facilità di accedere alla rete da parte di mio fratello, usavo passare il dopocena in camera sua davanti al computer. Avevo già avuto qualche approccio con internet nel 1996, collaborando con un ufficio comunale della mia città. Fu solo dieciContinua a leggere “Barbarism begins at home”

Ballare nel ’69

Avevo un anno e mezzo. Abitavamo da poco a Milano. Quando accadde, mio padre decise che sarebbe andato ai funerali delle vittime. Molti erano già sicuri della matrice terroristica. La cerimonia fu partecipata, migliaia di milanesi erano presenti, silenziosi, attoniti. Papà mi raccontava la strana atmosfera allo sfilare delle bare. Anche il cielo era divenutoContinua a leggere “Ballare nel ’69”

Viaggio della morte del Sud (Capitolo 3)

“E’ tornato Pietro! Pietro!” Il reduce si presentò, cappello in mano, nello studio del Conte. Il povero Barone era morto, facendo maritare Cecilia ad un proprietario confinante, il Conte di Scarano, un gentiluomo avanti negli anni.  “E così tu saresti il fattore, quello che stava tanto a cuore al mio povero suocero?” “ Sì Signore,Continua a leggere “Viaggio della morte del Sud (Capitolo 3)”

Il donzelletto che vien dalla campagna (Terza puntata)

Il giovin ormai allocato nel posto a lui donato dalla norcina senatrice, tosto si abitua agli usi che si convengono a tutti quelli che al lavoro non anelano. Le abitudini uccidono e durante le noiose giornate, il donzelletto addestra le furbizie, le malizie, le astuzie, i vizi e gli ozi. Se fosse un secondino, potrebbeContinua a leggere “Il donzelletto che vien dalla campagna (Terza puntata)”

L’intenzione

La prima volta che uscii di casa con l’intenzione di correre, fu terribile. Non avevo cognizione di cosa volesse dire e pensavo che, mettere un piede davanti all’altro più velocemente possibile, sarebbe stata la cosa più giusta da fare. Avevo finito gli orali degli esami di stato il giorno prima. L’idea di fare dell’attività sportivaContinua a leggere “L’intenzione”

Viaggio della morte del Sud – Capitolo secondo

Pietro divenne un giovane forte e bello. Le ragazze facevano a gara per avvicinarlo ma lui no, lo aveva promesso al Barone: avrebbe rinunciato a farsi una famiglia pur di badare a Cecilia. Passava sull’aia tirando i buoi per l’aratro, a sera. Dalla finestra della casa padronale usciva la musica del pianoforte. Cecilia cantava unaContinua a leggere “Viaggio della morte del Sud – Capitolo secondo”

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