Franco Zaio, solo tu potrai capire il Lebowski dentro di noi

Niente da fare. R. getta disperato la fronte sul volante. L’ennesimo tentativo. Il furgone non parte. Nel silenzio della notte, solo il rantolo di un motore imballato viene restituito dai ripidi versanti di roccia della gola nella quale siamo chiusi da ore. Sinceramente, non ci aspettavamo un epilogo così tragico di queste due giornate, maContinua a leggere “Franco Zaio, solo tu potrai capire il Lebowski dentro di noi”

Appunti per il Capodanno definitivo

Niente da fare. R. getta disperato la fronte sul volante. L’ennesimo tentativo. Il furgone non parte. Nel silenzio della notte, solo il rantolo di un motore imballato viene restituito dai ripidi versanti di roccia della gola nella quale siamo chiusi da ore. Sinceramente, non ci aspettavamo un epilogo così tragico di queste due giornate, maContinua a leggere “Appunti per il Capodanno definitivo”

Il Nulla che avanza

Credevamo altro noi, per questo duemiladodici. Credevamo che sarebbe cambiato qualcosa. Piccole cose, per noi, che avevamo ormai abbandonato le illusioni negli scaffali della cantina.  Immersi nel cinismo di chi ha perso per molti anni le battaglie combattute a viso aperto, abbiamo avuto la necessità di voltare la pagina delle nostre storie. Non si trattavaContinua a leggere “Il Nulla che avanza”

Vadano in culo gli Zeppelin

E’ accaduto. Dopo tre anni di ripensamenti, abbandoni, riprese, ho finalmente mandato affanculo Zeppelin e dintorni. Non l’ho fatto con cattiveria ma con la consapevolezza di chi, dopo aver masticato il cosiddetto “rock classico” per anni, non può passare il resto della sua vita a manipolare cadaveri. Ho conosciuto persone capaci di vivere, già avantiContinua a leggere “Vadano in culo gli Zeppelin”

44

Non mi aspettavo il 2012. Non lo aspettavo per quello che è accaduto. Un meccanismo si è messo in funzione. La macchina definitiva, quella che aziona la seconda parte della vita, quella che viaggia sul rettilineo prima della discesa. Ora vedo l’orizzonte, senza monti, senza pendii, senza le ripide salite. C’è una pianura ondulata, disegnataContinua a leggere “44”

Quello che non è stato

Sono riuscito, dopo vari tentativi, ad inziare un lungo lavoro di passaggio della musica che ho composto, dal mio vecchio multitracce Fostex x-28h, al cubase che ho installato sul computer. Il lavoro è molto lungo e la sequenza dei brani, va da fine 1987 fino alla settimana scorsa. Se si esclude il mio disco uscitoContinua a leggere “Quello che non è stato”

Fenomenologia del Sig. Peppe

Signor Peppe è un uomo anziano travestito da cane. Rare volte ho potuto scorgere nello sguardo di un quadrupede una espressività simile a quella di un vecchio seduto alla panchina del parco. Sig. Peppe già ha organizzato la sua giornata; sa quello che vuole e quando lo vuole.Sveglia ore 6,35: Sig. Peppe si lamenta dalContinua a leggere “Fenomenologia del Sig. Peppe”

Tirarmi per la giacca

Non ho mai pensato di essere indispensabile per cambiare il destino di Ortona. Ho un “valore elettorale” risibile, potendo contare su un bacino di elettori, oscillante tra il numero dieci ed il numero diciannove; sarei ridicolo se dovessi mercanteggiare favori o titoli in cambio di voti ed è una cosa che non ho mai fatto,Continua a leggere “Tirarmi per la giacca”

La cravatta

Non so spiegare perchè accade. Ho la malattia dei ricordi e so che questo mi porterà, con il passare del tempo, in una sorta di monomania nella quale rifugiarmi, eliminando il presente che andrò a vivere. Tra questi ricordi che si accumulano come la polvere sui libri che non leggo più, ci sono quelli cheContinua a leggere “La cravatta”

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