Seconda puntata “Ohibò cosa vedono i miei occhi!” La tronfia senatrice, passata per il borgo natio del giovin donzelletto, nota molti fanciulli non più imberbi, i quali strombazzano con le moto truccate a scureggetta, scambiando le marmitte per falli da satiri. La maschialità oziosa si diffonde nell’aria, tra mozziconi sfumacchiati e giornaletti tipo “il tromba”Continua a leggere “Il donzelletto che vien dalla campagna (seconda puntata)”
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La via
Il primo ricordo che ho di via Cervana risale all’estate del 1973. A quei tempi abitavo a Milano e l’unica possibilità che avevo di passare le vacanze al mare, era quella di stare, per qualche tempo, dai miei nonni paterni, i quali avevano deciso, dopo un discreto girovagare, a causa del lavoro di nonno Camillo,Continua a leggere “La via”
Il donzelletto che vien dalla campagna
“Ogni riferimenti a fatti o persone è puramente casuale o casualmente puro”. Prima puntata Nel ridente villaggio, amorevolmente allocato tra le montagne e il mare, terreno di coltura per il politico di turno, gli irsuti e paonazzi contadini, si moltiplicano fertili, spandendo, tra le campagne di viti ordinate, la progenie loro, pronta a conquistar gloriosa,Continua a leggere “Il donzelletto che vien dalla campagna”
Le colpe dei figli ricadano sui padri
Sono le ore diciotto. Siamo arrivati alla fine di marzo. Ha smesso di piovere da poco e mi trovo in fila, con il mio furgone, all’ingresso del paesotto che per comodità sigleremo per O. Il mio stereo quasi a palla produce vibrazioni profonde nella carrozzeria del mio van, causate dal basso di Jaco Pastorius. AspettoContinua a leggere “Le colpe dei figli ricadano sui padri”
Durmì
Ho deciso che devo dormire. E’ l’unica maniera per difendermi. Tutta la mia giornata è incentrata sul fatto che, qualsiasi cosa io potrò portare al termine nelle ore di veglia, tutto sarà finalizzato al momento nel quale, tirata su la coperta, ci infilerò le gambe dentro e sprimaccerò il cuscino. A sera, non vedo l’oraContinua a leggere “Durmì”
L’invasione degli ultraporci
Alle ore sette e trenta del mattino, in pieno agosto, quando la piazza antistante la basilica del paese non è ancora illuminata completamente dal sole, una fiammante Mercedes si ferma davanti al baretto, parcheggiando nell’unico modo in cui, un possessore di cotale veicolo, avendolo comprato al solo scopo di mostrarlo, può fare: intralciando il traffico.Continua a leggere “L’invasione degli ultraporci”
Viaggio della morte del Sud – Capitolo 1°
Inizio, da stasera, la pubblicazione di un romanzo che non vedrà mai la luce. Ci sono, nella vita, delle cose che si possono fare e le persone adatte a farle. Il tempo mi ha rivelato che io non posso. Per questo motivo, reputo che sia disonesto verso me stesso, continuare a cercare. Gli anni riduconoContinua a leggere “Viaggio della morte del Sud – Capitolo 1°”
La settimana delle uova
Essere dei poveri, di questi tempi, è un lusso proprio di coloro che vogliono provare il brivido della caducità. Non si tratta di essere poveri come nei quadri del verismo dove, madri morenti allattano al seno bimbi smunti, mentre il padre, alla porta della baracca, si attacca impudicamente ad un fiasco di vino. Oggi laContinua a leggere “La settimana delle uova”
La faccia di Roma
Era da tanto che non visitavo Roma con questi occhi. Anni fa, quando la città era completamente diversa eppure immota con la sua immagine di un’isola delle meraviglie, ad ogni angolo, tra una foglia scolpita da Borromini ed una bottega polverosa, si potevano ascoltare le voci schiette dei pizzicagnoli. Tutto mi sembrava perfetto per iContinua a leggere “La faccia di Roma”
Born to be coglione
Lo sguardo perso tra un Oscar Giannino al quale abbiano ammazzato il gatto e l’espressione di Austin Powers mentre guarda Madonna che canta “Beautiful stranger”. La stagione non decolla. In attesa che qualcuno venga a dirmi che il furgone funziona e di non preoccuparmi che tanto “ i soldi per la bolletta sono nel cassettoContinua a leggere “Born to be coglione”