Quella fu la prima volta che lo vide. Gironzolava sotto la Font a balle, come può fare un ragazzino troppo piccolo per fare il contadino e troppo grande per stare davanti casa. La discesa non era ancora coperta dai canneti e dalle acacie. Ai lati della discesa, fossi scavati dalle bombe di mortaio, pietre, pezziContinua a leggere “Il Cinghiale”
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Vincere un premio letterario
Ho vinto. Non ci credevo, non l’aspettavo, non lo speravo. Chiuso in questa corteccia di amianto, appiccicata al mio cuore da anni, non facevo affidamento alcuno, sulla possibilità di vincere un premio internazionale di scrittura. La notizia è arrivata come l’agente delle riscossioni, alla porta, mentre stai pranzando. Quando è stato pronunciato il mio nome,Continua a leggere “Vincere un premio letterario”
La discesa
E’ arrivata la discesa. Ripida, improvvisa, senza curve, senza spianate all’orizzonte. Il foglio è bianco, ma è la solita mano a scrivere. A riscrivere. Ancora una volta. Il demone che accompagna la mia stirpe, alita il suo fiato greve sul mio collo. Devo correre, devo correre. Nulla può essere relativo. Tutto può accadere ma, rimanereContinua a leggere “La discesa”
Chiara Jerì
Ci ho messo tempo, lo ammetto. Ho approfittato della lunga preparazione per una gara di triathlon, caricando i brani sull’Ipod ed ascoltandoli nelle tante ore passate sulla bici. Dovevo farmi un’idea che non fosse superficiale, perché la musica ed i musicisti di queste canzoni, non sono superficiali. Poi ho pensato al mare che si vedeContinua a leggere “Chiara Jerì”
La paletta del destino
Lungo la schiena scorre lenta la goccia di sudore. L’abbiamo scampata. Adesso il piede è più pesante sull’accelleratore, ma l’ultimo chilometro è stato interminabile. Certo, andare in Facoltà con la macchina che ti ha prestato mamma dovrebbe rappresentare un’ottima alternativa all’autobus dell’Arpa, reso simile, a causa dei semafori francavillesi, ad una carovana andina con tantoContinua a leggere “La paletta del destino”
I’m out of touch
Domenica di febbraio. C’è qualcosa che attrae in modo irresistibile verso il mare. E’ come se le mura di casa, l’orizzonte chiuso ti soffocassero; devi assolutamente cercare un luogo aperto alla visuale, per poter respirare. Se non vado in bici per i miei soliti allenamenti, vado al mare. Il cane mi guarda, è pronto perContinua a leggere “I’m out of touch”
L’aquilone
Era da un pò che la sentiva. Qualche volta si girava, di scatto, per vedere chi fosse. Il vuoto. Quella sensazione non lo abbandonava, si materializzava invece, in una mano stretta sulla spalla. All’inizio Nicola pensava fosse la mano amichevole di qualcuno, come un vecchio compagno che volesse sentire il suo contatto, dare il suoContinua a leggere “L’aquilone”
Arriverà l’estate
Arriverà di nuovo. In questo freddo tagliente, senza compromessi, chiuso nella mia giacca, mi ostino a cercare lungo la spuma lasciata dai flutti, sulla spiaggia, il segno. Si ripete il sole di taglio tra le creste del mare. Un branco di piccoli pesci, in controcorrente, sul torrente gelido dai fossi. Tuttavia il cane sembra infischiarsene.Continua a leggere “Arriverà l’estate”
Il parente
Tutto sommato gli volevo bene. Mi piaceva, il parente. Fin da piccolo provavo una naturale attrazione per quell’uomo che faceva lo stesso mestiere di mio padre ma, a differenza di mio padre, era disposto al gioco, alla scoperta, alla stupidata. Lui, uomo di campagna, mi aprì le porte ai segreti dei boschi, degli orti, allaContinua a leggere “Il parente”
I migliori chitarristi ortonesi
Di solito non parlo degli altri chitarristi. Il chitarrista non è un individuo appartenente alla categoria delle “brave persone”. Non completamente, almeno. Tutti non chitarristi, sappiamo fin dal primo giorno in cui prendiamo la chitarra in mano, che la nostra vita di axeman sarà speciale, diversa dalle altre. Le nostre certezze possono essere riassunte inContinua a leggere “I migliori chitarristi ortonesi”