Lo sguardo dell’agnello – nona parte

Ferruccio non fu mai perdonato dagli irlandesi per quella morte. Lui non voleva uccidere Paddy ma sapeva, in cuor suo, che avrebbe potuto evitare, di essere così spietato durante l’incontro. Forse lo aveva fatto per il premio o perché in quell’amico che lo affrontava, aveva visto il volto di un essere misero come lui, pienoContinua a leggere “Lo sguardo dell’agnello – nona parte”

Lo sguardo dell’agnello ottava parte

Ferruccio iniziò a frequentare la palestra di Steve Centofanti sempre più assiduamente. Finito il lavoro presso la macelleria, correva a prendere l’ultimo tram che lo conduceva nel quartiere di North End dove si poteva allenare fino a tardi sotto la supervisione del vecchio Steve. Il quartiere era pieno d’irlandesi e gli scontri con gli italianiContinua a leggere “Lo sguardo dell’agnello ottava parte”

Lo sguardo dell’agnello sesta parte

Gli irlandesi avevano preso di mira Ferruccio. Il ragazzo aveva iniziato a lavorare da poco nel mattatoio dei Mastrobuono e la sua inesperienza talvolta lo rendeva goffo nei movimenti e impacciato quando si trattava di svolgere compiti che lui riteneva facili, dopo aver guardato i suoi colleghi i quali si muovevano agilmente, nonostante la durezzaContinua a leggere “Lo sguardo dell’agnello sesta parte”

Lo sguardo dell’agnello quinta parte

Ferruccio si presentò l’indomani mattina presso il piccolo mattatoio dei fratelli Mastrobuono. Lo accolse l’ometto che aveva conosciuto il giorno prima. “ Ieri non mi sono presentato, sono Giuseppe e sono il tuttofare dei fratelli Rosario e Donato”. Mi sembri un giovane che ha voglia di lavorare, penso che i padroni non avranno difficoltà aContinua a leggere “Lo sguardo dell’agnello quinta parte”

Lo sguardo dell’agnello quarta parte

Nicola non pianse una lacrima. Nella sua vita passata a consumare la rabbia verso un Dio che si era preso gioco di lui, aveva ritenuto che la migliore vendetta verso gli altri fosse quella di non dimostrare la propria debolezza, neanche davanti alla morte. Ora stringeva tra le braccia quel corpo morto. Non c’era statoContinua a leggere “Lo sguardo dell’agnello quarta parte”

Lo sguardo dell’agnello seconda parte

Donna Felicetta, portava il nero della vedovanza anche quando dormiva. Aveva ormai passato la quarantina ma era ancora una donna sulla quale il tempo pareva non aver fatto presa. La grande guerra gli aveva portato via il marito, prima che avesse tempo di figliare. Da allora si era ritirata ai margini del paese, a curareContinua a leggere “Lo sguardo dell’agnello seconda parte”

Lo zen nelle viti e il disco dei Doors

L’unica salvezza dalla paranoia è quella di riordinare le viti. Molti uomini in piena crisi d’identità credono di poter cercare il “sé stesso ormai perduto”, compiendo viaggi improbabili. Qualcuno si rifugia in Tibet, pensando di poter mangiare il miglio nella ciotolina mentre pratica la meditazione come un bonzo. Altri vanno nel deserto a tirare leContinua a leggere “Lo zen nelle viti e il disco dei Doors”

Lo sguardo dell’agnello prima parte

Il rumore si avvicina. Un tuono lontano che precede la tempesta. La vibrazione fa suonare il letto come una ringhiera esposta al vento. Ferruccio si gira quasi a non voler ascoltare. Le palpebre sbattono veloci, facendogli arricciare il naso e le tempie sulle quali si scorgono piccole gocce di sudore. Ora il vento si alza,Continua a leggere “Lo sguardo dell’agnello prima parte”

L’Edipo di Mede

Tanino passava le sue giornate  in piazza, a Mede. A volte lavorava nel piccolo pezzo di terra, tra le risaie. Il viso segnato dalle rughe di un respiro ormai strozzato in gola, a cercare aria in quei polmoni colabrodo. Su tutte, una ruga, come un nervo riottoso, gli tendeva la palpebra sotto l’occhio di vetro,Continua a leggere “L’Edipo di Mede”

Nebbia

Non c’era alcuna dote per una ragazza che scappava dal paese con il figlio e per un uomo solo che era stato lontano a lavorare. Nulla, tranne le valigie che Anna aveva lasciato alla figlia, perché il bagaglio desse un senso al loro viaggio. Ci avrebbe pensato Palmira, a riempirle.  Tanino alzò la testa: leContinua a leggere “Nebbia”

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