Learning to crawl

A sera, durante l’estate, mio padre talvolta, arrivava in spiaggia. Non sapevo nuotare. Mi caricava sulle spalle e iniziava a nuotare. Non avevo paura. Mi appariva enorme, tranquillo, uno di quei grossi capodogli dei racconti di mare, oppure il tonno che salva Pinocchio e Geppetto dalle fauci del pescecane. Oggi sono andato a nuotare “all’acqua alta” con mia figlia maggiore. Ha imparato da qualche giorno. Fa ancora poche bracciate, ma ormai ha vinto la paura del profondo e si tuffa allegra. Quando è stanca mi si attacca al collo ed ora posso capire la sensazione di mio padre quando sentiva il mio corpo di bambino sulle spalle. Molte persone cercano disperate la formula della felicità fino a morire insoddisfatte. A me basta poco.

4 pensieri riguardo “Learning to crawl

  1. \”Felicità\”… Seneca la definiva come \”Assenza di dolore\”.Ma questo non basta all'Uomo, lo stato di Felicità, passa attraverso quelle sensazioni che ci percorrono improvvise e difficili da trattenere.Attimi unici e irripetibili in cui non sai se urlare o piangere, perchè la gioia che proviamo è tanta, proprio come quando un figlio si affida a noi trasformandoci nel centro del loro universo.Hai ragione, riconoscere \”Quel\” momento è difficile, e sicuramente non è poco.Felice per te.

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